Acido Ialuronico: storia, bugie e miracoli

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Acido Ialuronico: storia, bugie e miracoli

Sono convinta che l'Acido Ialuronico sia il funzionale cosmetico più conosciuto, ma anche il più sfruttato e, forse, il più spesso soggetto a “bugie” cosmetiche.

  • Lo sapete, intanto, che è la sostanza naturale presente in quasi tutti gli esseri viventi, non solo nell’uomo, negli animali e addirittura in alcuni batteri?

  • Conoscete la sua storia?

  • Le sue caratteristiche?

Cominciamo dal principio, di solito si fa così...

Correva l'anno 1934 quando fu isolata per la prima volta la sua molecola, all'interno dell'umor vitreo bovino.

Siamo negli Stati Uniti e la sostanza prese il nome di Hyaluronic Acid, dall'unione delle parole Hyalos, che in greco antico significa vitreo, e Uronic Acid (Acido Uronico).

La storia moderna dell'Acido Ialuronico comincia negli anni ‘60 quando ne viene scoperta la presenza anche in diversi altri tessuti del corpo umano.

Ha ufficialmente inizio la sua applicazione in campo medico.

È in questo contesto che la ricerca scientifica inizia a comprendere il ruolo fondamentale dell'Acido Ialuronico nel metabolismo cellulare e nei processi fisiologici di riparazione dei tessuti.

  • Ma cos'è l'Acido Ialuronico?

Siccome lo spiegotto cosmetico non può mancare comincio col dire (per i più assetati di conoscenza chimica) che l’Acido Ialuronico è un polisaccaride (glicosaminoglicano) formato dal ripetersi di lunghe sequenze di due zuccheri semplici, l'acido glucuronico e la N-acetilglucosamina uniti fra loro da legami glicosidici β-1,4 e β-1,3.

È un polimero lineare, di grandi dimensioni, flessibile ed estremamente polare, ed è un importante componente della ECM, insieme a collagene, elastina e fibronectina.

Ok basta con lo spiegotto chimico-cosmetico.

Procediamo.

Nel corpo umano è presente nel cervello, negli occhi, nella pelle (il 50% nel derma), nelle unghie, nelle articolazioni (cartilagine e tendini), nei reni, nei polmoni, nelle gengive, nella mucosa vaginale e nei vasi del cuore (pareti dell'aorta).

La sua funzione principale è mantenere i tessuti elastici, proteggerli e idratarli.

  • Da dove si ricava l'Acido Ialuronico?

Fino agli anni '70 veniva ottenuto con tecniche estrattive da tessuti animali (creste di gallo o dal funicolo ombelicale dei bovini).

I costi erano elevati, ma aldilà di ciò oggi si sa che è vietato qualsiasi utilizzo di origine animale, quindi, grazie alle biotecnologie, si ottiene da colture batteriche attraverso un processo di fermentazione.

L’Acido Ialuronico, grazie alla sua struttura molecolare, si comporta come una spugna.

Enorme è infatti la sua sua capacità di legare l’acqua e trattenerla (fino a 1000 volte il suo peso!), rilasciandola in base al fabbisogno locale.

  • Finora vi ho dato solo belle notizie, ora tocca alle note dolenti...

La produzione di Acido Ialuronico tende a diminuire con l’avanzamento dell’età.

A 20 anni l'Acido Ialuronico che abbiamo nel nostro corpo capta il 100% dell'acqua, a 65 anni il valore scende al 25%.

Le conseguenze sono l’invecchiamento cutaneo, con perdita di compattezza ed elasticità della pelle e la comparsa di rughe, l’insorgenza di problemi alle articolazioni e una diminuzione generale di elasticità dei tessuti.

  • Cosa possiamo fare?

Ingerirlo, iniettarlo o utilizzarlo topicamente.

Ma andiamo con ordine.

La produzione di Acido Ialuronico viene stimolata da alcuni alimenti, che potremmo pensare di assumere o magari già mangiamo, senza sapere che possono essere fonte di questa preziosa molecola.

Vediamo quali sono.

Sono i cibi che contengono gli antiossidanti, cioè quelli che contengono vitamina A, C, E, omega-3 e polifenoli.

Vorreste un elenco?

Eccolo: arance, kiwi, limone, uva, ananas, melograno, albicocche e mirtilli, cavolfiore, prezzemolo, carota, cetriolo, finocchio, insalata verde, spinaci, zucca, tè verde, carni bianche, tonno, aringhe, sgombro e salmone, formaggi magri.

Esistono poi in commercio millemila integratori.

Premesso che sull'argomento non so molto, andrò di logica.

Affidiamoci a prodotti di qualità per due fondamentali ragioni.

La prima è che la qualità, in linea di principio, ha un costo.

La seconda è che dovrebbe esserci dietro a determinate formulazioni, una specifica tecnologia che consenta all'Acido Ialuronico di essere trattenuto e lentamente assorbito, prima di essere distrutto, che so dai succhi gastrici, gli stessi che ci hanno fatto digerire la peperonata della zia Teresa.

Per l'uso topico la prima cosa che viene in mente sono le strategie anti-age a cui viene associato l'Acido Ialuronico.

Corretto.

Non è solo utile per la sua straordinaria capacità idratante (trattenere l'acqua, rilasciarla etc.etc).

L'Acido Ialuronico può agire come "radical scavenger" (=spazzino di radicali liberi), ha quindi un effetto antiossidante, fondamentale per esempio nella protezione dai danni delle esposizione ai raggi solari UV, come antinfiammatorio, come cicatrizzante e riepitelizzante (cioè di rigenerazione cutanea), anche in ambito farmaceutico (ricordate che nacque proprio così?).

Può essere di diversi pesi molecolari: medio, alto, basso, cross linkato (cioè con struttura reticolare non lineare), liposomico (cioè racchiuso in vescicole fosfolipidiche che lo contengono).

La sua molecola può avere dunque dimensioni diverse, quindi un grado di maggiore o minore azione e funzione.

Nelle formulazioni cosmetiche troviamo spesso il sale ialuronato, Acido Ialuronico “salificato” con idrossido di sodio per una questione di solubilità in acqua.

  • Ma ora veniamo a un dunque che mi sta molto a cuore...

Nei cosmetici la sua concentrazione deve essere in una percentuale che varia dallo 0,1% al 1% (con dose max di 2%).

Diffidate da chi ne proclama l'uso al 40/50/80% o addirittura al 100%.

Già al 3% la formulazione avrebbe la consistenza di un budino (immaginatevi se è possibile avere un siero al 100%).

Per dovere di precisazione cosmetica aggiungerei anche che l'Acido Ialuronico non penetra fino al derma (diciamolo una volta per tutte) al massimo (con un peso molecolare molto basso ) può arrivare alla giunzione dermo-epidermica.

Ecco, l'ho detto!

La straordinarietà dell'Acido Ialuronico sta proprio in questo.

Sulla cute è in grado di dare benefici (primo l'idratazione) che in pochi danno, non facciamolo bugiardamente andare in giro per il derma, perchè con il derma possono “dialogare” altri funzionali!

Le proprietà dell'Acido Ialuronico possono essere legate anche a funzioni terapeutiche.

In base alla formulazione, alla composizione chimica, alle capacità viscoelastiche.

Può lubrificare e ammortizzare il liquido sinoviale presente nelle articolazioni (in questi casi viene somministrato tramite iniezioni intra-articolari).

Una delle mie ginocchia mi ha detto di dirvi che è pienamente d'accordo!

Quindi, per riassumere e concludere, l'Acido Ialuronico, è una molecola fantastica per l'elevata capacità di legare l’acqua e formare gel, per il suo comportamento reologico pseudoplastico (viscosizzante), per le sue proprietà lubrificanti, antinfiammatorie e antiossidanti.

Idratata i tessuti (immagazzina l’acqua e la rilascia in base al fabbisogno), li protegge da eccessive tensioni e sollecitazioni (mantiene elastiche le articolazioni), si occupa dell’integrità tessutale (rigenera i tessuti danneggiati).

W l'Acido Ialuronico!

Straordinario alleato del benessere della nostra pelle e non solo.

La vostra Amica Cosmetica vi saluta,

alla prossima! 💋


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