Pelle esfoliata, pelle rigenerata parte 1

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Pelle esfoliata, pelle rigenerata parte 1

La nostra pelle cambia, muta, si rigenera!

Gli strati che la compongono “salgono” ciclicamente in superficie, per essere man mano sostituiti dagli strati sottostanti.

Questo processo è conosciuto come turnover cellulare.

Un viaggio perfetto che consente alla nostra pelle di svolgere al meglio le sue funzioni.

Per questo va mantenuta sana, equilibrata, vitale.

Può essere che questo meccanismo rallenti il suo viaggio?

Certo che sì.

Diversi possono essere i fattori che possono allentare il normale turnover cellulare.

Per esempio, quando si ha la pelle “giovane” il periodo di ricambio cellulare oscilla intorno ai 28 giorni;

le pelli più mature invece sono un po' più pigre, rallentando il la risalita delle cellule nuove, dagli strati inferiori verso la superficie.

Turn-over

  • Lo sapevi che...

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La selvaggia esposizione ai raggi UV, la mancanza di riposo, lo stress, le cattive abitudini cosmetiche, quelle alimentari, gli stravizi (fumo e alcol), l'inquinamento e lo stress ossidativo possono ulteriormente ostacolare il turnover cellulare.

Che succede allora?

La pelle accumula un maggior numero di quelle che vengono definite cellule morte, corpuscoli inerti che ricoprono lo strato superficiale della cute.

La nostra pelle sembrerà come inspessita, compariranno discromie, il nostro aspetto sarà spento e opaco.

  • Vogliamo evitare tutto questo?

Impossessiamoci di buone abitudini alimentari e di comportamento (intendo cerchiamo di non stressarci troppo, non esageriamo con gli stravizi e teniamo sempre bene a mente che siamo la prima persona a cui dobbiamo volere un gran bene!), senza tralasciare di dedicarci ovviamente alle buone abitudini cosmetiche.

Parola d'ordine: ESFOLIARE.

 

L’esfoliazione rimuove dallo strato superficiale della nostra cute le cellule morte.

Aiuta in questo modo il ricambio cellulare, migliorando l’aspetto della pelle e stimolando la produzione di collagene ed elastina (proteine fondamentali per la struttura e l’elasticità della pelle).

  • L’esfoliazione può essere meccanica (o fisica) oppure chimica.

Esiste anche l'esfoliazione enzimatica che, attraverso l'uso di enzimi proteolitici, derivanti dalla frutta, agisce sulle proteine dell’epidermide, degradando le cellule morte.

Non altera il pH della pelle e può essere utilizzata in totale sicurezza anche su pelli sensibili o scure;

l'azione delle proteine della frutta è tendenzialmente più gentile degli acidi utilizzati nel peeling chimico.

Nell'esfoliazione meccanica vengono utilizzati prodotti che possono contenere granuli, microgranuli e talvolta sali.

Personalmente sono un po' in disaccordo sull'uso di “cristalli” (sale, zucchero, per capirci), che possono sì esfoliare, ma, se non usati in modo corretto, portare a microscopiche lacerazioni della cute, che è sempre meglio evitare.

È anche vero che microdermoabrasione, microneedling e dermablading rientrano in questa categoria, ma se eseguiti da mani poco esperte, possono essere piuttosto aggressivi sulla nostra pelle.

Appartengono a questa categoria lo scrub, il gommage, le spazzole, i guanti, le spugne e tessuti di vario genere (questi ultimi tre vanno sostituiti spesso o perché si usurano o perché col tempo diventano poco igienici), gli apparecchi a ultrasuoni.

Con l’esfoliazione meccanica gli strati più esterni della pelle vengono rimossi manualmente, portando in superficie quelli sottostanti, più lisci e uniformi.

A trarne giovamento non sarà solo l'aspetto della nostra pelle, ma anche i trattamenti skincare successivi, che saranno più efficaci.

L'esfoliazione chimica (conosciuta anche con il termine peeling) utilizza acidi, che eliminano le cellule più vecchie e promuovono la produzione di nuove.

Il peeling chimico disfa le componenti strutturali della cute che fanno da collante alle cellule morte.

Non tutti gli acidi sono adatti a qualsiasi tipo di pelle.

Possono agire con profondità diverse e quindi vengono classificati in:

  • leggeri o superficiali, eliminano lo strato superficiale dell’epidermide stimolando il turnover cellulare;
  • medi, agiscono sugli strati intermedi della pelle e possono portare ad arrossamenti e desquamazioni;
  • profondi, consistono in procedure piuttosto aggressive, talvolta utilizzate in sinergia con metodi di esfoliazione meno profonda, proprio per ridurre i possibili effetti collaterali.

La capacità di raggiungere gli strati più o meno profondi della pelle viene decretata dal tipo di acido e dalla sua percentuale nel prodotto utilizzato.

È importantissimo sapere che per raggiungere strati più profondi è necessario (veramente non è necessario, è imperativo) affidarsi a mani esperte di medici estetici e/o dermatologi.

Per l'uso domiciliare o i trattamenti dall'estetista non dovremo esagerare nè con la sostanza, nè con la percentuale di concentrazione.

Altrettanto importante è che procedere con un peeling chimico può rendere la pelle particolarmente sensibile, spesso richiede tempi di recupero lunghi, durante i quali è necessario non esporsi al sole e applicare prodotti specifici per idratare e lenire l’area trattata e se è il caso ricostruirla.

Certo esistono acidi e acidi.

Alcuni agiscono in modo più risoluto (ed è per questo che devono essere maneggiati con cura e sapienza), altri sono più delicati, più semplici da utilizzare, ma comunque efficaci.

L’esfoliazione della pelle dovrebbe essere parte integrante della regolare skincare routine (non più di una o due volte a settimana), anche senza particolari problematiche che la richiedono, per regalarci una pelle pulita in profondità, liscia e luminosa.

La vostra Amica Cosmetica vi saluta (per il momento),

💋 buona esfoliazione a tutti!


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